martedì 13 maggio 2014

NON CI RESTA CHE RIDERE


Si conosce un uomo dal modo in cui ride (Dostoevkij). Ridere e far ridere è una componente del nostro essere uomini.

Dalla commedia greca alla satira latina, nel corso dei secoli  fino alla commedia dell’arte e a quella contemporanea, l’uomo ha sempre avuto la necessità di rappresentare la vita deridendone  i vizi e i costumi.

La risata è un fenomeno naturale che non implica necessariamente comicità. Saper far ridere non è facile; non tutti sanno raccontare le barzellette.

La risata spazza via i pensieri, ci rende leggeri, ci aiuta a vivere meglio e ci ringiovanisce!

Victor Hugò aveva ragione nel dire che: “Quando rido, ho venticinque  anni: quando sono triste ne ho sessanta.

Negli anni 50 le persone ridevano in media da 45 a 60 minuti  al giorno contro i 15 minuti  di oggi. Oggi c’è poco da ridere? Saper ridere e sdrammatizzare è un modo per alleggerire il peso delle avversità ed aiuta a risolvere i problemi.

E che dire dello Yoga della risata. Il dottor Madan Kataria, il guro della risata, ha fondato il primi club nel 95. Oggi ci sono 8000 club della risata in 60 paesi di tutti i continenti. Un rito collettivo che inizia con esercizi di respirazione per preparare i polmoni alla risata. La seduta si chiude con la cosiddetta “meditazione della risata” una sessione di risate destrutturate dove i partecipanti, seduti o sdraiati, ridono a crepapelle.

La prima domenica di maggio  non dimentichiamoci di festeggiare la giornata mondiale della risata:  il Word laughter day nato nel 1998 come manifestazione per la pace nel mondo.

La risata è un’emozione forte, positiva e fa anche bene alla salute, perché si sa: “ridere fa buon sangue” ma soprattutto ci rende più:

  • felici perché stimola la serotonina e le endorfine
  • sani perché produce anticorpi
  • belli perché migliora il tono muscolare degli addominali, favorisce l’eliminazione dei grassi superflui ed è un lifting naturale (migliora l’irrorazione sanguigna della pelle)

Ridere “di cuore”ci  protegge dall’infarto!

La risata è considerata una delle forme primordiali di comunicazione. Secondo certe ricerche le donne ridono di più ed in effetti sono più comunicative!

Ridere fa bene anche al business, aumenta la produttività aziendale,  sfatiamo il mito del manager serio e introverso, tutto di un pezzo emulato, ahimè, da tante donne! Le persone che ridono insieme lavorano bene insieme. Saper ridere significa saper essere giocosi e quindi creativi, sorridere crea empatia immediata!

Per concludere: Non ci resta che ridere………

lunedì 12 maggio 2014

TRANSFESTIVAL


L’Eurovision Song Contest, meglio conosciuto come Eurofestival, dal 1956 è il Concorso musicale fra i più seguiti nel mondo ( da 100 a 600 milioni di spettatori) trasmesso anche fuori dall’Europa  nei diversi continenti dagli USA al Giappone.

Una gara a cui partecipano anche nazioni che non appartengono fisicamente all’Europa come Israele e l’Azerbaigian, basata sul televoto e  recentemente aperta anche ai paesi dell’est Europa  (ex Urss, ex Jugoslavia).

Mi ricordo direttori d’orchestra impomatati e cantanti in smoking, una giovanissima sedicenne Gigliola Cinguetti che ci rappresentò  e vinse con la mitica “Non ho l’età (per amarti )” nel 1964, gli evergreen Abba che  cantavano Watterloo, epico tormentone degli anni 70!  

Come ogni festival che si conviene, anche l’Eurofestival segue e registra i costumi dei tempi.

Oggi a  Copenaghen ha vinto l’Austria con Conchita Wurst.

La patria di Mozart, dei valzer viennesi e dello jodel presenta una Drag Queen!

Lady Conchita, un’avvenente barbuta, e si sa donna barbuta sempre piaciuta…. in stile Celine Dion, capelli al vento, abito lungo elegante, tacchi a spillo con una gestualità teatrale e composta, stravince anche sulla nostrana procace femminilità di Emma Marone.

Conchita in arte, Thomas Neuwirth fuori scena, si definisce gender neutral, predilige i pronomi e gli aggettivi declinati al femminile ed ha dichiarato : “Ho creato questa donna barbuta per mostrare al mondo che possiamo fare ciò che vogliamo.”; è forse questo il senso di “Rise like a Phoenix”? Un inno all’autodeterminazione sessuale o un atto di denuncia e provocazione contro l’omofobia?

Nella finale  del 10 maggio fra le nazioni partecipanti solo Bielorussia, Armenia, Polonia e San Marino hanno bocciato Conchita.

Una vittoria che fa discutere ma gli "aficionados" si ricorderanno  di Yaron Coen, alias Dana International, transessuale  che ha rappresentato Israele e vinse l’Eurofestival nel 1998 con la canzone “Diva”.

Ma oggi fa più notizia un Trans o una Drag queen?

Sul grande palcoscenico di questo festival “Transfrontaliero” vince l’audience o la tolleranza nel rispetto delle diversità?

 

sabato 10 maggio 2014

FESTA DELLA MAMMA? ( festeggiamo i suoi primi 100 anni)

Per me la festa della mamma è sempre stata una giornata speciale. Mi è sempre piaciuto pensare e  preparare il regalo, aspettavo con impazienza quel giorno orgogliosa della mia scelta; una festa che esisteva da sempre perchè le mamme esistono da sempre e certo non potevo immaginare che fosse invece un prodotto made in USA. 
Pensato da Anna Jarvis nel 1908 e ufficializzato nel 1914, il Mother's Day compie quest'anno 100 anni! 
La mamma si festeggia in tutto il mondo dal Nepal alla Costa Rica, perchè si sa, in tutto il mondo "la mamma è sempre la mamma".
Ma quale mamma si festeggia oggi? 
Una volta c'era la mamma....nel bene o nel male si tramandava il ruolo di madre. Oggi essere madri non è più un dovere sociale e neppure l'unica forma di identità femminile, piuttosto un'opportunità.
Le mamme di oggi si confrontano con una società in continuo cambiamento che richiede sempre di più. Spesso la maternità è un lusso che non tutte le donne possono permettersi.
Mamme equilibriste in bilico fra figli/casa/lavoro/coppia, sempre più "sull'orlo di una crisi di nervi"; mamme multitask esperte in problem-solving, così la maternità diventa una scuola di management. Oggi esistono corsi per trasformare le competenze genitoriali in leadership.
Ho sempre pensato alla maternità come opportunità per capirsi, riscoprirsi e reinventarsi; una crescita intellettiva, un esplosione di energie e di nuove capacità, per questo essere madri è faticoso e richiede una grande forza. 
Sfatiamo il mito della maternità ed i luoghi comuni: essere madre non è un mestiere e neppure un dono fantastico. 
Oggi essere madri richiede consapevolezza, non si diventa madri per caso; essere madri significa innanzitutto essere donne con l'orgoglio di esserlo.
Forse era questo il messaggio subliminare della nota casa di moda catalana "diversamente uguale" che nella sua recente campagna pubblicitaria, ha lanciato uno spot provocatorio suscitando un putiferio di critiche e polemiche?